Gb/ Se dalle urne non esce un vincitore Brown resta premier

governo prepara piano speciale,paese non può stare senza governo

Governo prepara piano speciale,paese non può stare senza governo

Roma, 31 mar. (Apcom) - se nel prossimo maggio dalle urne britanniche non dovesse uscire una chiara maggioranza - ipotesi, questa, tutt'altro che remota - il premier Gordon Brown potrebbe restare ancora a Downing Street perché il paese in tempi di crisi economica non può concedersi il lusso di restare senza una leadership. Secondo quanto scrive oggi la stampa britannica il governo starebbe mettendo a punto un "piano di emergenza" per consentire a Brown di avere un "periodo di tempo straordinario" per formare un'amministrazione, gestire gli affari di stato, impedire una crisi costituzionale, e governare moneta e economia. Secondo le prime indiscrezioni nel caso di una vittoria dei conservatori ma di stretta misura potrebbe quindi delinearsi questo scenario. Brown avrebbe tre settimane di tempo per trovare un accordo con i partiti di minoranza e formare una maggioranza (normalmente al premier uscente vengono dati sei giorni e basta). tutti i sondaggi recenti, scrive il oggi il Guardian, indicherebbero come molto realistico un risultato di quasi 'patto' alle prossime elezioni e lo spauracchio del cosiddetto "parlamento sospeso" o bloccato inquieta un po' tutti. La pubblica amministrazione, il governo, persino palazzo reale sono quindi ansiosi di codificare le regole per districarsi in una situazione di possibile paralisi. In questo quadro anche la Regina potrebbe alla fine fare la sua parte. Nei suoi poteri, notano giuristi e analisti, c'è anche quello di chiedere ai partiti di rinunciare all'ipotesi di tenere un secondo giro di votazioni per sbloccare il risultato nel caso vi siano superiori motivi di interesse economico nazionale. A poco più di un mese dalle elezioni legislative in Gran Bretagna, l'incertezza sull'esito del voto continua a sollevare molti dubbi sulla reale, futura, capacità del parlamento di Londra di operare senza intoppi. Secondo un sondaggio Ipsos Mori, di cui riferiva nei giorni scorsi il quotidiano The Telegraph, il Partito conservatore sarebbe in vantaggio su quello laburista di cinque punti percentuali (35% contro il 30%), ma al gruppo che fa capo al primo ministro Gordon Brown andrebbe comunque un numero maggiore di seggi (289 contro i 269 dei Tory). I liberal democratici si fermerebbero invece a 58 deputati. Una differenza che nasce dal complesso sistema di distribuzione dei voti nelle diverse circoscrizioni elettorali. A causa degli effetti del sistema maggioritario e di una congiuntura più favorevole al Partito Laburista, una "vittoria" di stretta misura dei conservatori avrebbe infatti come conseguenza principale l'attribuzione di un maggior numero di deputati al partito attualmente al governo, senza tuttavia conferire ad esso la maggioranza assoluta. Sarebbe la prima volta dal 1974 che il paese sarebbe diretto da un "hung parliament", un "parlamento in sospeso", cioè in qualche modo bloccato. Un'ipotesi che, già nei giorni scorsi, ha fatto tremare i mercati finanziari ed ha causato un tonfo della sterlina.

VGP

http://www.ilriformista.it/stories/apcom/200760/

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