CONTROEMIGRAZIONE

CRISI: PRECARI TORNANO AL SUD, A GENNAIO 2009 40.000 RIENTRI (ANSA) - ROMA, 4 MAR - Niente piu' lavoro neanche lontano da casa: cosi' giovani e donne, in 40.000 gia' a gennaio 2009, hanno raccolto le loro cose e sono tornati a casa, al sud. La crisi colpisce gli emigranti precari, piu' esposti degli altri ai cicli economici: lo ricorda uno studio della Svimez (l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno), spiegando che a partire dallo scorso anno molti meridionali - soprattutto giovani tra i 24 e i 34 anni e donne - hanno invertito la rotta e, dopo aver perso il lavoro nel nord o centro Italia, sono tornati al sud. Nemmeno l'elevata scolarizzazione li ha protetti, anzi: tra gli emigrati al nord - si legge nel libro - sono i laureati a pagare di piu' il prezzo della crisi. Il testo propone poi una serie di confronti che sembrerebbero confermare la celebre frase del principe di Salina (bisogna che tutto cambi perche' tutto resti uguale): a partire dal Pil, che nel 1951 era il 23,95% del totale nazionale, per diventare del 23,8% nel 2008, per passare al numero degli emigrati meridionali dal sud al nord: 300mila agli inizi degli anni 60, 295mila nel 2008. Le due Italie appaiono ancora evidenti nella percentuale dei lavoratori in nero del 2008 (9,1% al centro-nord, 19,2% al sud), in quella di lavoro perso tra giugno 2008 e giugno 2009 (0,6% al centro-nord, e 4,1% al sud), e negli stessi stipendi: nel 2008 il 50% di chi era rimasto al sud e aveva un lavoro guadagnava fino a 1.000 euro, mentre il 63% di chi era andato al nord tra i 1.000 e i 1.500 euro. (ANSA).

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