CREDIT DEFAULT SWAP: IL MONELLO ....PARTE SECONDA!

Nel frattempo, guarda cosa è accaduto, anche grazie a paure mai sopite, paure improvvise, alimentate dal panico, ma anche da qualche monello che lancia CDS senza averne il diritto o l'esigenza. " Mercati in fuga dai bond a breve I timori sul debito si scaricano sulle scadenze ravvicinate mentre tengono quelle lunghe... " scrive Isabella Buffacchi sul Sole24Ore. In questo bel articolo, oltre a spiegare i meccanismi delle aste di stato e i rischi ad esso connessi, ci racconta che...
" Per valutare il rischio-sovrano si usa il differenziale del rendimento tra i titoli di Stato oppure il costo dei credit default swap. Che differenza c`è tra questi due termometri? Il mercato dei titoli di Stato è il più liquido trai prodotti obbligazionari, vi partecipa un gran numero di trader, banche e investitori. In giornate di alta tensione, però, anche i bond governativi soffrono di scarsa liquidità. I cds sono un mercato derivato poco trasparente, i prezzi sono spesso stabiliti da un gruppo ristretto di operatori: sono una sorta di assicurazione contro il default e il premio sale quando aumenta il rischio ma anche quando cresce la domanda di chi vuole assicurarsi, come per il rischio-Germania in questi giorni.
Quindi chi, se non la speculazione, come abbiamo visto in " IL MONELLO " si sta divertendo a rompere le vetrine europee, in attesa che passi il famoso vetraio, per caso, al di la della reale situazione di alcuni paesi. Ma questa non è altro che la nemesi di questa crisi che prosegue, nessuno ha voluto o potuto mettere mano a questi strumenti di distruzione di massa e allora, ecco la storia, puntuale che bussa, per tutti coloro che dimenticano il passato, il nome di un becero libero mercato.
Vi ricordate... IL CASTELLO DI CARTA che abbiamo esplorato insieme!
Quanti sono quelli che hanno evidenziato come noi, il paradosso della speculazione, alimentata dagli stessi stati sovrani, dalle politiche monetarie, il grande gioco dei credit default swap.
Date un'occhiata a cosa dice Stiglitz, sulla Stampa ...
«E' un paradosso assurdo, da voi in Europa - si infervora Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia 2001 - una ironia della storia. Non lo vede? I governi hanno contratto molti debiti per salvare il sistema finanziario, le banche centrali tengono i tassi bassi per aiutarlo a riprendersi oltre che per favorire la ripresa. E la grande finanza che cosa fa? Usa i bassi tassi di interesse per speculare contro i governi indebitati. Riescono a far denaro sul disastro che loro stessi hanno creato».
Ecco chi sta speculando contro gli Stati! Non ci voleva poi tanto, peccato che in America, questa speculazione, abbiano preferito alimentarla, sia la Federal Reserve, sia il Governo Americano, dichiarando poi la propria presunta ingenuità, abbracciando la rivolta di popolo. Probabilmente non vi è alcuna regia, dietro questa strategia, ma a pensare male, spesso non si sbaglia affatto.
E come ci ricorda, Vittorio Carlini, non solo le affermazioni del Financial Times, sono alquanto semplicistiche, ma sembrano decisamente interessate ad allontanare la canna del gas, che il Regno Unito, assapora con un rapporto debito pubblico e privato sul PIL del 449 %, esploso negli ultimi anni.
" Il debito pubblico degli stati: è questo l'incubo, già ampiamente previsto, degli investitori, e non solo. I quali, dopo lo scoppio dell'affaire Grecia, si domandano: chi sarà il prossimo stato a dubbio d'insolvenza? Per il Financial Times, che non disdegna un po' d'alterigia anglosassone, la risposta è semplice: i rischi, soprattutto in chiave Euro, arrivano da Spagna e Italia. Un'affermazione che, a ben vedere, è troppo semplicistica."
Lo scrive a chiare lettere anche Gillian Tett, uno dei miei giornalisti preferiti, guarda caso sullo stesso Financial Times che continua a scorgere pagliuzze negli occhi altrui.
Più che mi avventuro, nei dettagli della regola di Volcker, più mi rendo conto che è come una rete per pesci dalle maglie, alquanto larghe.
Che non sia un problema di " sistema bancario ombra" come ci racconta Yves Smith, nel cui post, vi sono molte interessanti visioni.
Nel frattempo questo è lo schema attuale del modello di business finanziario fallito!
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Qui invece, potete osservare dove stanno le maglie della rete allargate.
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Lo scorso ottobre, la senatrice Maria Cantwell, senza minimi termini, accusò la nuova legislazione sui derivati, approvata dai comitato dei servizi finanziari.
" ...un progetto di legge, che ha presumibilmente una nuova regola, ma che ha cosi tante lacune, che la scappatoia si mangia la regole. Vogliamo dire che abbianmo la trasparenza e la regolamentazione, ma che continuerà ad avere lacune. La legislazione vigente, con le sue lacune, sarebbe effettivamente migliore di questa, che sembra intenzionata promulgare e continuare il problema. Il dipartimento del tesoro, dovrebbe vergiognarsi di se stesso. L'idea che la normativa proposta, migliora il problme, è un miraggio. E' un atto di commissione, che è molto, molto pericoloso per il futuro del nostro sistema."
Sino a quando non si comprenderà che l'uso "speculativo" dei derivati è un'autentica mina vagante per l'economia e i mercati, sino a quando non si riuscirà a distinguere tra derivati di copertura e gestione del rischio e derivati che producono il rischio e lo amplificano alla leva demenziale, nessuna speranza di uscire dalla madre di tutte le crisi.
Scommettiamo che la prossima crisi sistemica arriverà grazie ai derivati ed in particolare ai credit default swap, mica il contribuente americano e la FED riusciranno a salvare le mille AIG in circolazione.
Come scrive Mario Margiocco un simpatico senatore del Nebraska, in vena di umorismo, cercando di mettere in difficoltà Volcker, sollevava il dubbio se la sua "regola" avrebbe evitato la madre di tutte le crisi.
Volcker rispondeva con un principio: occorre fare in modo che il contribuente non debba essere chiamato a coprire gli errori dell'attività speculativa. Ma era un dialogo tra sordi. Alla fine Volcker dichiarava, rivolto a Johannes e a tutti, e senza ombra di ironia: «Se le istituzioni saranno lasciate libere di speculare, io forse non vedrò la prossima crisi, ma è certo che la mia anima tornerà a tormentarvi».
Un autentico mito vivente, Paul Volcker, in attesa della prossima crisi sistemica!
A proposito di AIG, date un'occhiata a questo articolo di Mario Platero sulla "banca di dio", Goldman Sachs, altro che monelli innocenti, questi erano professionisti di guerre finanziarie.
Lo so che è un rilievo ingenuo, ma se qualcuno si prendesse la briga di controllare, i volumi dei derivati ad esclusivo trasferimento del rischio, noterebbe che sino alla scorsa estate, il volume dei CDS è stato di ben quattro volte superiore alle obbligazioni e ai mutui di riferimento.
Chi pensate che abbia alimentato il più imponente "rimbalzo del gatto morto" della storia dei mercati finanziari, chi pensate che abbia alimentato la nuova ondata di speculazione fine a se stessa. Attenzione, c'è ancora tempo prima della madre di tutti i "reversal della storia", state pur certi che l'intervento divino, eviterà temporaneamente, una nuova ondata di consapevolezza fondamentale.
Fly to quality, sia chiama la nuova moda, verità figlia del tempo, come la fine del dollaro, urlato a più non posso, rivelatosi, un boomerang esemplare.
Archimede in " La leggenda della leva finanziaria " contribuirà a dissipare molte delle nebbie che circondano questa crisi epocale, mentre nel post precedente, abbiamo esplorato le ultime notizie dal mercato del lavoro americano.

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Postato da: icebergfinanza a febbraio 08, 2010 00:12 | link | commenti (5)

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credit default swap, manipolazioni di mercato

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