Gli economisti liberisti difendono gli aiuti di Stato

Giovedì 3 Dicembre 2009 – 9:55 – Andrea Angelini
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Anche gli economisti, tanto per cambiare, si schierano decisamente per il mantenimento degli aiuti di Stato al sistema economico, in particolare alla grande industria e alle banche precipitate in una situazione di gigantesco indebitamento a causa delle proprie speculazioni. Una ulteriore dimostrazione che i governi non sono altro, in senso marxiano, che l’agenzia di affari dell’Alta Finanza e che gli stessi possono contare anche sul supporto della dottrina economica che si presenta tanto più autorevole se proviene da un Premio Nobel. Così Erik Maskin, premo Nobel 2007 per l’Economia, a margine dei lavori del convegno di Trieste, “I Nobel discutono”, ha invitato i governi, incluso quello italiano, a continuare a stimolare l’economia, iniettando liquidità nel sistema, “fino a quando non si arriverà a una situazione prossima alla piena ripresa”. Per la cronaca Maskin, che è conosciuto per gli studi sulla “economia degli incentivi” ed è stato premiato per i suoi studi sulla teoria della “allocazione delle risorse in ambiente incerto”. Insomma un vero esperto del settore chiamato a giustificare gli aiuti pubblici alle società private. Il tutto ovviamente in nome del Libero Mercato. Quando ci sarà la ripresa, ha precisato Maskin, si dovranno rimuovere le misure anti-crisi per evitare un ulteriore incremento dei deficit e anzi intervenire per ridurlo affinché l’inflazione resti sotto controllo. Ma, a suo giudizio, è troppo presto perché ci si debba preoccupare di un pericolo inflattivo. In ogni caso ci saranno problemi, soltanto se l’indebitamento continuerà ad aumentare dopo aver raggiunto una ripresa economica completa. Maskin non crede che l’attuale livello di deficit possa causare problemi a lungo termine ma c’è una condizione precisa: quella che si intervenga per ridurlo una volta raggiunta la piena ripresa. Se tanto ci dà tanto, le misure implicite suggerite da Maskin sono le solite: il taglio dello Stato sociale, elegantemente anche in Italia rinominato Welfare, attraverso il taglio della spese per la Sanità e per le pensioni. Maskin, bontà sua, si preoccupa anche della disoccupazione, ed ha osservato che si tratta sempre dell’ultimo problema a essere risolto in tempo di recessione. In genere, ha aggiunto, il resto dell’economia si muove prima e più velocemente, mentre l’esperienza ci insegna che si deve aspettare più a lungo perché vi sia una ripresa anche dell’occupazione. Quanto all’Italia, Maskin ritiene che misure molte positive siano già state introdotte e che possano dare un contributo alla soluzione di questi problemi. Il Nobel approva e plaude alle iniziative già adottate in questo senso dal governo italiano. Tipo, evidentemente, il nuovo modello contrattuale per le aziende incentrato sul cottimo e sui premi di produzione ed in grado, come peraltro è già successo, di dividere lavoratori e sindacati. E allora, per Maskin, in primo luogo si dovrebbe tentare di offrire alle aziende incentivi per incoraggiarle a mantenere la propria forza lavoro e, soprattutto, per riassumere. Quindi, ancora aiuti di Stato. http://www.rinascita.info/

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